Via il mal di pancia: antichi riti pugliesi.

 In Dinamo

Vi capita di avere ogni tanto un mal di pancia inspiegabile, e che magari non riuscite ad attribuire ad una abboffata del giorno prima? Allora non pensateci due volte, perché è probabile che si tratti di vermi maligni di natura “soprannaturale”. È questa una delle leggende pugliesi antiche legate alla sintomatologia.

I racconti delle nonne narrano che questi vermetti, portatori di dolori anche molto insistenti e fastidiosi, fossero legati all’avarizia o al carattere malvagio di una persona o ancora a un forte spavento. Si diffusero presto, soprattutto tra anziane donne, riti in grado di porre rimedio a questo male. Si trattava di formule recitate in dialetto (in alcuni casi in latino) legate alla fede religiosa cristiana e a una cultura prevalentemente contadina, a metà strada tra il sacro e il profano.

Il rito del “tagliare i vermi”.

Pare fosse diffuso soprattutto nei paesini della provincia, da nord a sud della Puglia, ognuno con qualche variante, il rito del taglio dei vermi, che serviva a liberare il malcapitato dai suoi dolori.
Si praticava facendo stendere l’ammalato o l’ammalata con l’addome scoperto e, praticando dei segni con le dita, (forse delle piccole croci), si recitava una nenia incomprensibile, perché detta sottovoce.

In alcuni casi, queste formule “magiche” erano seguite da preghiere cristiane, come il Padre Nostro, l’Ave Maria e Gloria al Padre, recitate in numero di tre e per tre volte, proprio come un incantesimo.

Il rito del mal di pancia si concludeva tracciando per tre volte il segno della croce sulla pancia dell’assistito.

Un rito tramandato.

Come esattamente questo rito si sia conservato nel tempo non è semplice dirlo. Di certo, appartiene ad una cultura popolare tramandatasi oralmente di generazione in generazione e che, nei vari passaggi generazionali ha subito delle contaminazioni.
Nello specifico, a possedere questa capacità taumaturgica erano le donne ed erano loro a decidere a chi insegnare l’arte del “taglio dei vermi”. Ancora oggi, in alcune famiglie è possibile incontrare queste figure, detentrici di un sapere che abbraccia scienza, stregoneria e religione.

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