Le olive cazzate salentine.

 In Dinamo

Tutto in Puglia ha il sapore e l’odore delle olive. È questo, si sa, il simbolo per eccellenza della regione che, con i suoi sterminati uliveti presenti da nord a sud, è la principale esportatrice di olio e di olive in Italia e all’estero.

Fritte, in acqua, alla calce, in salamoia, sotto sale e, specialità del Salento, sono le “Olive cazzate”, chiamate “Volìe cazzate” ovvero schiacciate.
Tipiche della zona della Grecìa Salentina, le olive cazzate accompagnano, come contorno, molti piatti della tradizione gastronomica pugliese, soprattutto legumi, frise e verdure.
E proprio alle olive cazzate è dedicata la sagra che si svolge a ottobre a Martano, nel Salento.

olive cazzate salentine taste and go

La preparazione prevede che si debbano rompere le olive una ad una con un colpo secco, schiacciandole (da qui il nome “cazzate” ovvero schiacciate) con una pietra piatta o un martello di legno.
Dopo aver asportato il nocciolo, bisognerà lavarle e sistemarle in un paniere per poi coprirle con del sale.

Dalle olive verrà quindi fuori tutto il loro liquido e, dopo una settimana, saranno pronte per essere mangiate.

Basterà metterle in una coppa e condirle con aglio, peperoncino e sale, oppure con olio, aglio, finocchio selvatico, peperoncino tagliato a listarelle sottili e sale. Per conservarle, invece, è sufficiente riporle in boccacci vetro. Se vedrete cambiare il loro colore col passare del tempo, da un verde acceso ad uno più intenso, niente paura, vorrà dire che sono divenute più saporite.

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