L’asino di Martina Franca. Sulla murgia tarantina, un simbolo d’eccellenza pugliese.

 In Dinamo

Siamo a Martina Franca, la perla del Barocco, un piccolo centro di Puglia, situato nel cuore della Valle d’Itria, famoso per le sue graziose chiesette, le piazze su cui si affacciano i palazzi signorili e per i prodotti tipici, come il capocollo, leccornia ormai famosa nel mondo.
È qui che viene anche allevata una famosa razza asinina, un tempo utilizzata per la soma e la produzione mulattiera.

asino-martina.franca-tasteandgo-1
È l’asino di Martina Franca, conosciuto per il suo manto scuro e la sua robustezza, in grado di vivere in ambienti e climi ostili, come il freddo invernale o le pesanti temperature estive.
La sua resistenza fisica gli permette di percorrere senza problemi sentieri aspri e scoscesi e le sue origini risalgono alla dominazione spagnola agli inizi del XVI secolo.
Utilizzato in passato come animale da soma, oggi l’asino di Martina Franca è importante per la produzione di carni e per il latte, usato per l’industria alimentare che farmaceutica. Inoltre, le scolaresche possono ammirarlo in molti agriturismi e masserie didattiche, dove forte è il senso di appartenenza al territorio e di conservazione delle antiche tradizioni.
Questo asinello infatti rappresenta un importante pezzo del patrimonio zootecnico locale, che proprio a Martina Franca si sta cercando di salvaguardare come specie autoctona.
Uno degli esemplari più alti al mondo è “Isidoro di Zappone”, alto ben 1 metro e 59 centimetri, che qualche anno fa aveva fatto accorrere a Martina studiosi e appassionati da varie parti d’Europa.

Recent Posts