La leggenda della Taranta salentina.

 In Dinamo

Dici Salento e subito pensi alla taranta. Questa danza popolare dalle origini antichissime, caratterizzata da un ritmo e da un incedere coinvolgente ha davvero dato un’identità al territorio salentino, tanto che non sono pochi i festival o gli eventi legati alla taranta salentina durante l’anno, primo fra tutti la Notte della Taranta.

Legato a un passato popolare animato di misteriose leggende e tradizioni susseguitesi nei secoli, questo ballo deriva dal nome dialettale dato ad un ragno velenoso presente nel Sud Italia, la famosa Tarantola o Taranta, e rievoca un rito antichissimo pugliese, risalente addirittura alla Magna Grecia ionica, che serviva per guarire chi fosse stato punto dal fastidioso animaletto.
La leggenda narra che ad essere aggredite dall’insetto fossero soprattutto le donne e che queste cadessero in uno stato di trance, che procurava loro spasmi e movimenti involontari del corpo, come salti, giravolte, folli andature delle gambe e dei fianchi.

taranta salentina tasteandgo

La danza, molto ritmata, ne ripercorre ritmi con tamburelli e altri strumenti, che ricordano questo stato di follia. Il ballo convulso, che segue in accelerazione il battito cardiaco, stimolando sudore e il rilascio di endorfine, pare favorisse in origine l’eliminazione del veleno, contribuendo ad alleviare il dolore provocato dal morso del ragno. Secondo alcuni, era proprio la danza un rimedio medico, a cui poi sono stati aggiunti connotati superstiziosi ed esoterici.

Secondo la tradizione è San Paolo il santo protettore dei tarantolati, in grado di guarirli con i suoi miracoli.
Una testimonianza è contenuta anche libro degli Atti degli Apostoli, dove si narra che lo stesso San Paolo sia sopravvissuto al veleno di un serpente nell’isola di Malta.

Andando oltre la leggenda, oggi la taranta è un ballo davvero caratteristico e molto scenografico e, se andate in Salento a visitare uno dei tanti paesini che appartengono a questa parte di Puglia, non potrete non essere anche voi avvolti dalla suadente e rimata atmosfera della taranta. Occhio, però, a non farvi pungere da un ragno!

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