Il fantasma di Oria: leggende e curiosità della Puglia.

 In Dinamo

Chiamatele leggende o curiosità di Puglia. Fatto sta che a Oria si raccontano due storie tra le più interessanti d’Italia.
Siamo in provincia di Brindisi, in un antichissimo centro messapico, poi conquistato dai romani, ricordato sin dal Medioevo per la sua stabile comunità ebraica.
Questa località è nota per il Santuario dedicato a Cosma e Damiano. È qui che pellegrini da tutta la Puglia giungono per onorare i santi taumaturghi.
Eppure, le storie che stiamo per raccontare sono di altra natura. Sono storie di fantasmi e di fenomeni strani che riguarderebbero proprio il castello di Oria.

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1. La storia del fantasma di Bianca Giuscardi.

Si chiamava Bianca Guiscardi e pare fosse una giovane donna così bella ed attraente, da destare le invidie di molti. Buona e gentile, dai modi sempre garbati e signorili, Bianca divenne presto l’oggetto del desiderio, trasformatosi in vera e propria ossessione, da parte di un potente signore del posto.

Questi, non contento dei continui rifiuti da parte della ragazza, decise di prenderla con la forza e contro il suo volere.
Dopo aver radunato un manipolo di uomini mercenari senza scrupoli, le tese una trappola. Bianca riuscì a fuggire e questo non fece che alimentare la rabbia del signore, che decise di uccidere chiunque tentasse di ostacolare la sua folle corsa.
Disperata e in trappola, in preda a forti sensi di colpa, la povera Bianca decise di togliersi la vita, pugnalandosi al petto. Da allora, il fantasma di Bianca si aggirerebbe per le stanze del castello, facendo capolino con aria tranquilla, quasi curiosa, per poi svanire in pochi istanti dopo essere stata notata.

2. La leggenda di “Oria fumosa”.

Questa leggenda è legata ad un fenomeno atmosferico che da sempre dà origine a racconti da brivido: la nebbia.
Candida, incontrollabile e imprevedibile, la nebbia porta con sé un alone di mistero e di fascino ed è alla nebbia che si ricollega un’antica storia che ancora si racconta in città.
Pare infatti che il castello di Oria fu colpito, durante la sua costruzione, da una terribile maledizione. A causa di questa, crolli e incidenti si verificavano continuamente, rendendo impossibile il prosieguo dei lavori.
Presto, allora, venne indetto un consiglio di maghi e streghe del posto, che decretò che l’unico modo per liberarsi di quella tremenda maledizione fosse quello di compiere un sacrificio umano, quello di una giovane fanciulla.
Il sangue versato avrebbe fortificato e reso inattaccabili le mura del castello e avrebbe placato l’ira delle terribili potenze spirituali.

Con l’ordine di procedere, un nugolo di cavalieri si spinsero di notte alla ricerca di una bambina da sacrificare.
Trovato l’innocente capro espiatorio, la rapirono strappandola alle braccia della madre e la uccisero barbaramente, spargendo il suo sangue sulla mura in costruzione del castello.
In preda alla disperazione, la povera madre lanciò su Oria una maledizione pronunciando le seguenti parole: “Possa tu fumare Oria, come ora fuma il mio cuore”.
Da quel giorno, pare che la nebbia arrivi puntuale tutte le notti a nascondere Oria ed il suo castello, una nebbia fitta che pare voglia celare la vergogna di quel terribile atto compiuto.

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